Quando il corpo si chiude al sesso

Vaginismo

sefora

Ho accettato ben volentieri la richiesta del dottor Bernorio di raccontare la mia storia, con la speranza che possa essere di sostegno a qualche altra donna , che, come me, si è ritrovata davanti al 'muro' del vaginismo. Parlo di 'muro' , perché è proprio quella la sensazione : una vera barriera che evita in maniera, oserei dire, decisa e forte qualsiasi tipo di penetrazione. Ho preso coscienza di soffrire di questa disfunzione tardi, solo dopo il matrimonio, quando accanto al desiderio di amare incondizionatamente mio marito è nato in noi, anche, il desiderio di avere un figlio. Prima del grande passo, io e mio marito avevamo cercato di avere dei rapporti completi, senza mai, però, riuscirci, ma pensavamo che tutto era causato dalla nostra scarsa esperienza e che col tempo tutto sarebbe andato a posto. Tuttavia dopo tanti tentativi falliti, abbiamo incominciato a provarci sempre di meno e a avvertire entrami una sensazione di frustrazione. Mi domandavo ma cos'è che non va in me, perché non riesco ad essere una donna come tutte le altre? Così ho incominciato ad ascoltare le mie sensazioni, i segnali che il mio corpo mi lanciava : ho capito che dentro di me qualcosa non andava. Cos'era quella sensazione di chiusura che avvertivo ogni volta che mio marito cercava di penetrarmi? Di conseguenza sono sprofondata nella disperazione, ancora ricordo i pomeriggi passati a piangere , mi sentivo sola , impotente e sopratutto diversa dalle altre donne. Il problema era troppo delicato da poterlo esporlo al medico curante o un semplice ginecologo, così ho pensato di rivolgermi ad un sessuologo. Con l'aiuto di internet, navigando tra un sito e l'altro, ho scoperto l'esistenza dell' AISPA 'Associazione sessuologia e psicologia applicata' e scorrendo l'elenco degli specialisti iscritti, ho incontrato il nome del dottor Bernorio , nel cui sito tra le diverse sezioni è presente una dedicata proprio al Vaginismo con accanto una semplice ma chiara ed esaustiva spiegazione del problema. Ho fatto un grasso respiro e subito mi sono precipitata a fissare un appuntamento. L'esito è stato inequivocabile : VAGINISMO di II grado . Finalmente , mi sono detta  dentro di me, il mio malessere ha un nome , adesso so contro chi devo iniziare a combattere con tutte le mie forze!!! Così ho intrapreso, sotto l' attenta guida del dottor Bernorio, una terapia, anzi, diciamo pure , un cammino verso la guarigione, che ha previsto alcune sedute di psicoterapia, durante le quali sono riuscita a tirar fuori e a dissolvere alcuni nodi che avevo inconsapevolmente dentro di me e che mi provocavano un blocco e, sopratutto , a conoscere meglio me stessa e il mio corpo , a prendere coscienza della mia femminilità , del mio essere donna. A queste sono seguite sedute di fisioterapia con l'ausilio di quattro coni dilatatori di dimensioni crescenti che ho imparato ad introdurre nella mia vagina gradualmente . L'ultima fase della terapia, ha richiesto l'intervento di mio marito, che pazientemente ha svolto con me degli altri esercizi fino ad arrivare al grande passo !!!!!!!

Dopo sei mesi e otto sedute di terapia, sono finalmente riuscita ad amare mio marito, finalmente ho abbattuto quella sensazione di chiusura che mi impediva di sentirmi donna, di  amare e di essere amata !!!! Certo il tutto è avvenuto in maniera un po' meccanica, ma piano piano sento che amerò in maniera più sciolta e libera.

Voglio dare un consiglio a tutte le donne che hanno il mio stesso problema: non abbiate timore o vergogna, ascoltate il vostro corpo, i segnali che vi lancia e senza alcuna esitazione rivolgetevi ad un bravo specialista . Il primo vero passo verso la risoluzione del problema è riconoscerlo ed accettarlo, solo così lo si può combattere, non chiudetevi nel silenzio e nel timore di essere giudicate non idonee ad amare , perché non  noi lo siamo!!!!

Il percorso verso la guarigione non è facile, ma, garantisco, che con tanta buona volontà e con il sostegno di un esperto si può guarire , uscendone molto più forti e più consapevoli di se stesse .

Sento di dover dire grazie al dottor Bernorio che mi ha sostenuta e seguita in questo cammino, aiutandomi a risolvere le mie difficoltà sia fisiche che psicologiche con grande competenza e professionalità, e un grazie anche a mio marito che mi ha sostenuta pazientemente e condiviso con me le ultime tappe di questo cammino.