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Quando il corpo si chiude al sesso

Storia di Maria

maria

Sono Maria, da piu’ di 20 anni ,ora ne ho piu’ di 40, sono insieme all’uomo che poi e’ diventato mio marito. Ritengo di aver avuto fino ad ora una vita serena con gli alti e bassi che normalmente tutti affrontano, ma ho un segreto da “confidare”: fino a qualche mese fa non avevo mai avuto un rapporto sessuale completo.

All’inizio della nostra storia, io e mio marito, ovviamente ci abbiamo provato ma con risultanti scoraggianti dovuti all’inesperienza, all’ansia e alla poca conoscenza del nostro corpo: anche se il desiderio era molto, ogni volta io mi irrigidivo e avvertivo dolore, bruciore, fastidio ed era impossibile proseguire. Nel tempo questa situazione si e’ come “cristallizzata” e in me e’ aumentata in modo incontrollabile la paura della penetrazione e del presunto dolore che l’avrebbe accompagnata…e cosi’ senza neanche parlarne…abbiamo smesso di provarci. La penetrazione non era possibile, o meglio io non la rendevo piu’ possibile, neanche con le dita. Mi sentivo molto inadeguata, non adatta al sesso, ma mi rifiutavo di parlarne…sfuggivo ad ogni tentativo di confronto verbale con mio marito.

Miracolosamente il nostro rapporto funzionava ugualmente, mio marito era il mio “complice” ( a volte un po’ recalcitrante) e avevamo trovato un nostro equilibrio: la vita sessuale non era del tutto disastrosa, anzi, anche se io oggi la definisco come un percorso ad ostacoli: “questo si!”,“questo no!”, “non fare cosi’!”, “questo non lo faccio!”…io non ero mai completamente a mio agio e libera e cio’ ovviamente condizionava anche il suo comportamento.

Con il passare degli anni, inoltre, in me aumentava anche la preoccupazione dal punto di vista della salute: ero spaventatissima anche solo all’idea di andare da un ginecologo, sapevo che prima o poi ne avrei avuto bisogno come tutte le donne, ma allontanavo il pensiero.

Finche’ non ho piu’ potuto farlo, perche’ mi si e’ presentato un piccolo problema e  ho dovuto affrontare con sproporzionata e infinita ansia la visita (non era ancora il Dott. Bernorio): in realta’, a parte l’imbarazzo provato nel raccontare la mia ”tardiva” verginita’, ho ricevuto una diagnosi e la relativa cura, senza che fossero minimamente indagate le motivazioni della mia situazione sessuale…e a me andava bene cosi’…perche’ mi sentivo piu’ tranquilla, senza di fatto dover risolvere il vero problema che sapevo perfettamente di avere.

Poi l’anno scorso, a circa un anno di distanza, mio marito mi ha esternato con molta molta determinazione la sua necessita’ di vivere il sesso in modo diverso da come avevamo sempre fatto, per sentirsi finalmente normale, come tutte le altre persone. Non ho avuto neanche la forza di tentare le solite “manovre di opposizione”, perche’ sapevo che aveva ragione al 100%, sapevo che in fondo al cuore era la mia stessa necessita’…ma ne ero terrorizzata, non sapevo assolutamente cosa fare per “salvarci la vita”

Allora, il mio corpo, forse, mi e’ venuto in aiuto…o almeno a me piace pensare cosi’…perche’ a distanza di pochi giorni ho iniziato ad avvertire fastidio, bruciore, prurito alla zona vulvare e poco dopo ho avuto alterazioni del ciclo, nonostante assumessi la pillola. Nei successivi 2/3 mesi mi sono rivolta ripetutamente al “primo” ginecologo che oltre a cambiarmi la pillola, mi ha prescritto cure locali con ovuli e creme (per me un vero incubo!!)

Pero’ io sprofondavo sempre di piu’ nello sconforto, stavo male fisicamente ed emotivamente: tutte le paure accantonate per 20 anni mi stavano esplodendo dentro, non sapevo piu’ chi ero. La paura di non riuscire a curarmi (per me era impensabile e quindi impossibile inserire ovuli o applicatori di creme, in vagina), di non poter effettuare gli eventuali esami diagnostici di cui avrei potuto aver bisogno e non ultima l’impressione che il ginecologo brancolasse un po’ nel buio, mi hanno portato ad effettuare delle ricerche in internet.

In veramente poco tempo, ho trovato la corrispondenza dei miei sintomi con quelli di una patologia: che si chiama vulvodinia. Sul sito ufficiale di questa patologia, c’e’ un elenco di medici che se ne occupano: ho individuato il Dott. Roberto Bernorio non a caso, l’ho scelto perche’ oltre ad essere ginecologo e’ anche psicoterapeuta e sessuologo…ed ormai ero pienamente consapevole del fatto che avrei avuto bisogno di un approccio a 360 gradi, per tentare di normalizzare la mia situazione.

Il giorno della prima visita ero talmente disperata che non avevo piu’ neanche tanto imbarazzo: gli ho raccontato tutto con la piu’ assoluta sincerita’, mi ha ascoltata, mi ha visitata e mi ha diagnosticato vaginismo e vulvodinia. Ho avuto da subito la sensazione di essere finalmente nel posto giusto, non mi sono sentita giudicata o colpevolizzata ma anzi rassicurata!! Mi ha spiegato che il vaginismo puo’ essere curato con un percorso terapeutico breve che prevede un approccio sia fisico che mentale, in parallelo avrei seguito una terapia medica per la vulvodinia. Il Dottore mi ha ispirato molta fiducia, ma non ne avevo in me: pensavo di non riuscire a risolvere in poco tempo un problema per me’ cosi’ profondo e radicato nel tempo.

Beh…mi sbagliavo, in pochi mesi grazie al Dottore, alla collaborazione di mio marito che ha partecipato attivamente ad alcune sedute, e a me, il vaginismo non c’e’ piu’!!!!

Ovviamente non sono piu’ vergine (aggettivo che non ho mai amato molto, anche’ perche’ per me vuoto di valenze religiose), sto tornando ad essere quella di prima o meglio quella che immaginavo di essere: sono libera, sono una donna normale, vivo il sesso con naturalezza e tranquillita’, vado dal ginecologo non come se stessi andando al patibolo…Il percorso e’ stato intenso: a volte un po’ difficile (ma mai troppo), a volte entusiasmante. Cambiare non e’ semplice, ma capire di avere la forza dentro di se’ per farlo, e’ meraviglioso.

Grazie di cuore al Dott. Roberto Bernorio, a mio marito e a me stessa.